Ju tarramutu: la vera storia del terremoto in Abruzzo

Il terremoto in Abruzzo ha fatto tutto il possibile per farsi ascoltare. Lo ha fatto annunciandosi con piccole scosse, per mesi, sempre più frequenti. E' stato un "terremoto amico" che non ha potuto nulla contro l'arroganza dei vertici della Protezione Civile. Il grido di Giuliani è rimasto inascoltato. In Giappone, il "terremoto amico" non avrebbe comunque ucciso nessuno. Lì le case sono antisismiche, da noi di sabbia. Il terremoto è ora un reality show di Stato che esibisce i morti per propaganda. Che li mostra ai potenti della Terra come una volta l'argenteria. Un Potere che si nutre delle proprie vittime.


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Samanta Di Persio
Laureata in Scienze Politiche, vive a L'Aquila.
Da diversi anni impegnata per i diritti dei lavoratori con denunce su, "Casablanca", "articolo21", "Micro Mega" e www.cadutisullavoro.it.
Ha scritto, con Casaleggio Associati, Morti Bianche.


Sommario

  • Prefazione
  • Introduzione di Maurizio Aloisi
  • I Vigili del fuoco
  • Gli esperti (I parte)
  • I cittadini
  • Onna, 41 morti
  • Via campo di Fossa, 27 morti
  • Poggio Picenze, cinque morti
  • La Casa dello studente, otto morti
  • Gli esperti (II parte)
  • I comitati
  • Le vittime innocenti
  • Approfondimento
  • Conclusioni
  • Postfazionedi Flavia Fratello
  • Ringraziamenti





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